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Il Residence Bizzoni nasce da un opera di recupero di locali ricompresi in un'area sede di uno dei primi insediamenti industriali di Terni (1861), la "Segheria Bizzoni".

"Il primo cittadino industriale"

Così fu definito Vincenzo Bizzoni in un articolo de "Il Messaggero" del 1927 che riportava un'intervista all'ottantenne fondatore dell'omonima segheria.

La segheria iniziò la produzione nel 1861 e, per molto tempo, fu la più importante della regione. La qualità dei suoi prodotti fu ampiamente conosciuta sia in Italia che all'estero.

Tra il 1885 e il 1887 i macchinari della segheria furono usati per la produzione del primo impianto di illuminazione di Terni (che fu, però, limitato al teatro della città, alle case e strade vicine Piazza Vittorio Emanuele).

Lo stabilimento era mosso da una turbina idraulica della forza di 36 cavalli che, nel 1899 azionava due seghe verticali, tre a telaio orizzontale, due a nastro, otto circolari, oltre a due macchine per la produzione di fuscelli per fiammiferi.

Le produzioni primarie erano costituite da realizzazioni di notevoli quantità di casse da imballaggio, sedie di faggio e di noce.

Presso una propria succursale in Roma Piazza dell'Esedra 60, era presente inoltre un grosso deposito di segatura che veniva commercializzato su vasta scala. Il Bizzoni, inoltre, costruì case per i propri operai vicino alla segheria.

La Segheria cessò l'attività nel 1972.